Comunicato stampa.
Siamo un gruppo di cittadini di Piombino riuniti in Comitati per la difesa della salute, del mare, del
territorio e della nostra economia.
Il precedente Governo e quello attuale hanno deciso di collocare nel porto della nostra cittadina un rigassificatore dalla capacità di 5 miliardi di mc. annui, attraverso un iter procedurale semplificato di soli 120 giorni (decreto n.50 del 17 maggio 2022 convertito in legge), affidato al Commissario Straordinario Eugenio Giani e per il quale è stata applicata la esenzione dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, pur trattandosi di un impianto altamente impattante e pericoloso, disciplinato dalla legge sui rischi di incidenti rilevanti ( Direttiva Seveso III/ Decreto105 del 2015).
La scelta del sito di Piombino, a parer nostro, è del tutto anomala rispetto alle direttive europee, alle esigenze che tali attività impongono e rispetto alle localizzazioni fino ad ora stabilite dai vari Stati europei ed extra europei. La procedura semplificata che ha sostituito la VIA, per la complessità del caso e la sua singolarità non può garantire, a parer nostro, gli standard di difesa ambientale e della salute delle persone.
Il nostro è infatti un caso unico al mondo: per la collocazione del rigassificatore in un piccolissimo porto, trafficatissimo e dentro la città, non bastano certo 120 giorni al fine di valutare l’ impatto ambientale e i rischi derivanti.
La richiesta motivata della esenzione dalla VIA era dettata fra l’altro dalla esigenza di risolvere l’emergenza gas, ovverosia la sicurezza energetica delle famiglie e ancor prima delle imprese italiane. Oggi è difficile continuare a sostenere questa emergenza, mentre prevale la volontà, come dichiarato anche da Descalzi, A.D. di Eni, “ affinché l’Italia possa rifornire gli altri Paesi europei e diventare un vero e proprio hub europeo, «è necessario sviluppare le connessioni tra il nostro Paese e il Nord, vale a dire: Germania, Austria, Svizzera, etc. Finora i corridoi sono stati Nord-Sud, mai Sud-Nord.
Ma ce la possiamo fare con un programma di infrastrutture importanti. Il nostro obiettivo è avere una
sovrabbondanza di offerta di gas per poter portare l’energia verso il Nord Europa “. Di fatto è venuta meno l’ esigenza di urgenza e ci potrebbe essere tutto il tempo per intraprendere un procedimento di VIA, perché la finalità di progetti come questo, dovrebbe essere sì quella di fornire gas, ma privilegiando e garantendo la sicurezza, nel rispetto dei diritti costituzionali come la salute, l’integrità fisica delle persone e dell’ambiente.
Riteniamo inoltre che l’esenzione dalla procedura di VIA non avrebbe dovuto essere applicata al caso specifico del rigassificatore a Piombino, data la specificità sia della Golar Tundra oltre che della sua collocazione, come già precedentemente ribadito. Al termine del procedimento semplificato è stato rilasciato il nulla osta a procedere ma non è stato possibile ad oggi fare una analisi sulla Golar Tundra, attualmente sottoposta ad importanti modifiche e manutenzione, solo facendo riferimento a disegni di un’altra nave! La VIA, a differenza della procedura semplificata, avrebbe permesso di sottolineare le carenze e la mancata documentazione del progetto.
Il porto di Piombino ha fondali in alcuni punti fino a 20 mt, ma ha un solo corridoio di ingresso e un unico bacino di evoluzione. E’ il terzo porto passeggeri in Italia, adiacente vi è in costruzione un porto turistico, accanto e nelle acque vicine, vi sono allevamenti ittici e nella costa a ridosso del porto, servizi per la balneazione. Transitano circa cento navi giornaliere per il collegamento con le isole, per i traffici commerciali con l’arcipelago e con la Sardegna, con impianti industriali vicini , alcuni dei quali presentano depositi di idrogeno, con attività di sevizi portuali, con impianti di itticoltura che riforniscono circa il 60% della produzione nazionale, con la stazione marittima a poche centinaia di metri, con parcheggi e terminal dei turisti, con infrastrutture ferroviarie e a meno di 1000 metri ( le prime case a 800mt) da quartieri abitati, con un’unica via di accesso e uscita dalla città.
Una Valutazione di Impatto Ambientale, in un contesto simile, con vicinissimi elementi vulnerabili, non avrebbe superato, a nostro avviso, l’approvazione degli organi tenuti ad esprimersi, poiché innanzitutto avrebbero dovuto valutarne la fattibilità, in un ambiente altamente antropizzato.
Non è stato fatto uno studio approfondito per verificare gli effetti in riferimento al Sito Natura 2000 IT5160010 ZSC/ZPS Padule Orti-Bottagone sovrapposto alla Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Padule di Orti-Bottagone, visto che in parte tale Oasi viene alimentata dall’acqua del mare.
L’area è stata anche designata come IBA (Important Bird Area n. 219) nonchè sito Ramsar candidato (AR_LI02) a livello internazionale. Sono stati sottovalutati, a nostro avviso,anche i possibili impatti derivanti dalla posa delle tubazioni di collegamento con il gasdotto a terra visto che dovranno attraversare il SIN, interessando terreni da bonificare e passando sotto un fosso ed il fiume Cornia confinanti con l’Oasi. Durante l’attraversamento dei due corsi d’acqua non è stata valutata la possibilità che vengano intaccate le falde che alimentano i pozzali della parte est degli Orti e quelli dentro il Bottagone, indispensabili a mantenere la presenza dell’acqua in palude.
In questo quadro la Snam s.r.l ha presentato, al Commissario Straordinario, il progetto per collocare nel porto di Piombino, per 25 anni, la nave rigassificatrice Golar Tundra, con opere infrastrutturali per allaccio stabile alla rete nazionale di distribuzione del gas.
Il progetto, il cui avvio procedurale è iniziato il 20 Luglio 2022, è apparso da subito poco approfondito. È stato pubblicato sul sito della Regione Toscana e molti degli Enti, chiamati a dare pareri, hanno immediatamente chiesto integrazioni di dati, studi e documenti mancanti, mentre sono state inviate numerose osservazioni da parte di Associazioni, Comitati e Cittadini.
Sono stati calcolati essenzialmente i rischi inerenti il malfunzionamento dell’impianto e, a nostro avviso, insufficienti analisi su rischi legati a collisioni, rischi dovuti a errori umani, incidenti volontari, stante le caratteristiche di obiettivo militare, in questa epoca storica caratterizzata da conflitti.
Le analisi prodotte dalla Snam , hanno portato la Società a considerare solo un raggio di interdizione intorno alla nave di 500 m., poiché, a dire della stessa, potrebbero verificarsi incidenti solo in questa fascia, ritenendolo dunque l’impianto compatibile con il territorio.
La fascia di interdizione di 500 m. viene però ad invadere, per diverse centinaia di metri, l’unico canale di ingresso, oggetto di continui passaggi di numerose navi con a bordo equipaggi e passeggeri ed inoltre ci appare improbabile che un incidente, con la fuoriuscita di ingenti quantitativi di gas ,abbia degli effetti negativi solo in un’area di 500 mt e non oltre. Basti pensare al fatto che per giustificare tale area hanno fortemente limitato la quantità di GNL che potrebbe fuoriuscire in caso di incidente ed a come comunque il vento possa spostare la nube di metano
prima che si incendi.
Nel raggio di 2 km dalla banchina dove dovrebbe stazionare il rigassificatore, richiamando le disposizioni del decreto 105 del 2015, allegato 5 lettera F, ripetiamo si trovano numerosissimi elementi vulnerabili come quartieri cittadini, infrastrutture e attività ( altri rigassificatori in tutto il mondo, non solo in Europa, hanno distanze ben più ampie).
La conferenza decisionale sul progetto si è svolta il 21 ottobre, in data 24 ottobre la Giunta Regionale toscana ha espresso l’intesa di cui all’art. 5 del decreto Legge n.50 del 2022 e in data 25 ottobre il Commissario Straordinario ha autorizzato la collocazione in porto e anche l’esercizio con l’ordinanza n.104 del 25.10.2022 ( esercizio senza che ancora vi fosse l’approvazione del Rapporto di sicurezza definitivo e altri atti previsti dalla procedura).
Il Commissario ha previsto la permanenza della Nave nel porto per un periodo di tre anni e nove mesi, dando un termine, prorogato già ben due volte, alla Società Snam per individuare un sito alternativo. Indicazione non arrivata e sulla quale la stessa Snam continua ad esporre problematiche sulla possibilità che la Nave possa essere utilizzata offshore.
L’autorizzazione, per le criticità del progetto, è stata rilasciata con pareri favorevoli dei vari Enti che però hanno dettato 129 prescrizioni, con richiesta di immediata esecuzione di alcune prescrizioni e di analisi da parte della Società Snam, in assenza delle quali si dice che gli stessi pareri potrebbero essere rivisti (addirittura anche il Piano di sicurezza provvisorio) e con il parere negativo del Comune di Piombino.
Per il rigassificatore di Piombino non è stato preliminarmente eseguito uno studio di fattibilità
del sito, né sono stati analizzati siti alternativi, meno rischiosi per la popolazione e per
l’ambiente.
La vicinanza al metanodotto nazionale e alcuni fondali del porto hanno portato a questa scelta trascurando, a nostro avviso, aspetti legati alla sicurezza della popolazione, alla salute ma anche alla protezione del mare, dal momento che trattasi di impianto a ciclo aperto che prevede l’utilizzo di acqua di mare per portare, cedendo calore, il GNL allo stato gassoso e di reimmetterla in mare non solo raffreddata ad una temperatura di circa 7 gradi in meno ma anche addizionata con ipoclorito di sodio per una quantità di 86 kg al giorno, per 365 giorni. Sono noti gli effetti negativi che questo comporta su tutto l’ambiente marino.”
Il Comune di Piombino ha espresso il proprio parere negativo al progetto, ha impugnato l’autorizzazione rilasciata dal commissario al Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, il cui giudizio è pendente( Udienza di merito l’8 marzo).
Nonostante non vi siano ancora approvazioni definitive sulla sicurezza (Rapporto di sicurezza definitivo e prescrizioni inerenti la autorizzazione) il Ministero in data 19 Gennaio 2023 ha rilasciato l’AIA ( Autorizzazione Integrata ambientale) che è una sorta di lasciapassare senza che l’impianto sia in porto, definito e collaudato nonostante la nave si trovi in un porto asiatico per importanti modifiche.
Noi continuiamo a denunciare le criticità che possono, a nostro parere, così essere riassunte:
- inadeguata rappresentazione della realtà portuale;
- inadeguata analisi sui rischi (si pensi che il Comitato Tecnico Regionale chiede che vengano
confermate le aree di danno altrimenti si potrebbe configurare una nuova fase di Nulla osta di
fattibilità); - le prescrizioni dei vigili del fuoco sono numerose, 29 per l’esattezza;
- una porzione della banchina nord è interessata dalla zona rossa di elevata letalità;
- una parte del canale di ingresso del porto ricade in zona gialla di inizio letalità e in parte in zona
verde per lesioni irreversibili e una parte della zona celeste da lesioni reversibili;
-manca l’analisi degli scenari incidentali nelle aree esterne al porto;
-riteniamo insufficiente la valutazione dei rischi da collisioni considerato il traffico di “bettoline”
per il small scale Lng e l’aggravio delle condizioni legate all’ulteriore inquinamento dell’aria per
traffici di metaniere, bettoline, rimorchiatori.
La popolazione si è mobilitata fin da subito appena presentato il progetto e sono state fatte
numerose manifestazioni , iniziative pubbliche, appelli.
Rivendichiamo una procedura garantista, riteniamo necessario un ripensamento per la
collocazione del rigassificatore nel nostro porto anche perché la motivazione dell’urgenza ci
sembra superata, per le importanti scorte di cui il paese si è munito e per la riduzione del prezzo
dell’energia. Data la complessità del caso, la procedura semplificata non può raggiungere gli
stessi irrinunciabili obiettivi di difesa ambientale e di sicurezza delle persone, perseguibili con
la procedura di VIA. Riteniamo che la sola comunicazione del Ministro alla Commissione Europea
concentrata sull’urgenza non sia tale da rispecchiare il dettato normativo o comunque sia
insufficiente. Ci auguriamo che vogliate interessarVi alla nostra vicenda, siamo circondati da un
mare bellissimo, dove ha preso avvio una economia basata sul turismo, siamo al centro del
santuario dei cetacei, vicino all’Oasi WWF e questa scelta, così osteggiata dalla popolazione,
verrebbe ad incidere pesantemente sullo sviluppo della nostra economia, monopolizzando per
anni il nostro porto, fonte di reddito e di lavoro.
Il Comitato Salute Pubblica Piombino Val di Cornia

