“Convocazione urgente di una assemblea di fabbrica aperta a cassaintegrati e cittadini”

Comunicato stampa.

Per la convocazione urgente di una assemblea di fabbrica aperta a cassaintegrati e cittadini. Lavoro, sicurezza e prospettive di sviluppo per la città.

Dopo l’ultimo incontro con JSW è evidente la mancanza di un piano industriale. Dalla sua venuta JSW ha venduto e spedito parte degli impianti, ha fatto pagare a prezzi superiori a quelli di mercato i semilavorati che spediva dall’India, ha perso clienti e manodopera specializzata, non ha investito sugli impianti, sta smantellando parte dell’aria a caldo senza nessun riguardo per la salute di lavoratori e cittadini.
Dopo avere perso l’altoforno, cockeria, agglomerato, acciaieria adesso in mancanza di corposi investimenti necessari e di un progetto industriale, condiviso con la città e le OOSS, JSW sta chiudendo anche la laminazione, a cominciare dalla vergella! Aumenteranno i cassaintegrati; sono a rischio migliaia di posti di lavoro a partire da quelli di Piombino Logistic!
Lo Stato, la Regione e la politica locale e nazionale resta in silenzio come se Piombino non esistesse. Dobbiamo reagire e mobilitarci!
Tutta la città deve capire che la fine della siderurgia a Piombino non si risolverà solo in un dramma per chi, in quel settore, ci lavora ma per tutti. Mancheranno decine di milioni di euro che ogni anno che si riversavano sul territorio con tutte le conseguenze anche sull’economia locale già provata dalle recenti crisi, prima quella pandemica o ora quella legata alla guerra e al carovita.
Quale sarà la destinazione delle aree industriali che si renderanno disponibili? Si pensa, ad esempio ad un rigassificatore, per guadagnare sui rifiuti e ricavare energia con cui produrre idrogeno. Si occuperanno grandi spazi, si produrrà ulteriore inquinamento con una irrisoria occupazione!
Il nostro territorio ha bisogno di lavoro. Ha bisogno dello sviluppo di una filiera che allarghi la gamma dei prodotti finiti della laminazione: ad es. materiale ferroviario, bullonerie e altro, oltre le rotaie. Nelle aree retro-portuali possono svilupparsi cantieristica, industrie di trasformazione del pescato e degli allevamenti del mare,ecc.
Rifiuti ed energia sono settori ambientalmente impattanti che impediscono la diversificazione (turismo, agricoltura, allevamento, cantieristica, ecc.) e producono pochi posti di lavoro! Questo è il destino che la Regione ed il Governo vogliono assegnarci?
Per questo le varie multinazionali sono state accolte. Al solo scopo di chiudere impianti e ammortizzare la transizione da una area ad altissimo potenziale occupazionale ad un distretto a basso tasso di occupazione al servizio di altri interessi.
1) Chiediamo al Governo non di dare soldi a perdere a JSW allontanando questa multinazionale da Piombino, che non sta rilanciando lo stabilimento siderurgico di Piombino, ma di entrare insieme ad altri soggetti: pensiamo a Ferrovie dello Stato e eventuali altri soggetti privati credibili, ma con lo Stato in posizione egemone, per stabilire un preciso piano industriale che dia finalmente una prospettiva alle stabilimento nel quadro di un piano siderurgico nazionale nel rispetto tassativo delle normative ambientali e di sicurezza.
2) Chiediamo al Governo un piano di investimenti, come previsto per un’area SIN (le bonifiche!) e per un’ Area di Crisi Industriale Complessa che dia una prospettiva occupazionale (o, al limite, di fuoriuscita protetta e incentivata dal lavoro) agli eventuali esuberi che risultassero dal piano industriale.
3) No alla nave rigassificatrice che determinerà, oltre ad un forte impatto ambientale, un aggravio di costi per l’arrivo dei semilavorati da destinare alla laminazione ed in generale un ostacolo alle attività legate al porto: trasporto commerciale e passeggeri, cantieristica, diportismo ecc. Saranno danneggiate tutte le ditte (Magona, Sales,ecc.) che operano in porto ed il particolare  Piombino Logistic.
4) Chiediamo al governo di dotare il nostro territorio delle infrastrutture ferroviarie e stradali richieste da decenni per il collegamento con il porto che potrebbe rappresentare un importante fattore di sviluppo di tutta la zona.
Porteremo queste rivendicazioni e queste proposte in piazza anche durante la manifestazione nazionale dell’11 Marzo a Piombino.

USB Piombino lavoro privato, Camping Cig, Le Radici del Sindacato FIOM/CGIL Piombino.