Cecina, sanità: ospedale, mancate risposte

Comunicato stampa.

Si è svolto ieri il Consiglio Comunale aperto di Cecina dedicato alla situazione del presidio ospedaliero di Cecina, in presenza della direttrice generale della Azienda sanitaria Nord Ovest Maria Letizia Casani e l’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini.

Per il Comune di Piombino ha partecipato l’assessore alla Sanità Carla Bezzini.

L’incontro, i cui temi sono gli stessi all’ordine del giorno del  Consiglio Comunale  di Piombino dedicato al tema della sanità che risale allo scorso 22 giugno 2022, non ha registrato novità significative.

“Abbiamo assistito alla ripetizione del Consiglio monotematico sulla sanità che si è tenuto a Piombino a giugno 2022.  Già in quella occasione avevamo denunciato le insopportabili lunghe file d’attesa, l’esoso turismo sanitario che costringe a spostarsi per km per fare una visita o un’indagine strumentale, le agende chiuse che  non permettono nemmeno di fissare un appuntamento: le stesse criticità sollevate ieri per l’ospedale di Cecina. E puntuale si è svolto lo stesso copione – dichiara l’assessore Carla Bezzini – l’azienda garantisce il suo massimo impegno, ma gli impegni si giudicano dai risultati, non dalle assicurazioni verbali. Quello che occorre è una seria programmazione, non soluzioni tampone volte a rimediare alle emergenze. Tutti e due i presidi ospedalieri sono in sofferenza, ma se Cecina soffre, Piombino soffre molto di più.         
Non è nostra intenzione fare come i capponi di Renzo, ma è ormai chiaro che quel progetto risalente al lontano 2018 non è diventato realtà.”        

“Ogni volta otteniamo slides e una sequela di numeri: ma la carenza dei servizi, vissuta quotidianamente dalle persone  non si maschera con la cosmesi dei  numeri, con le percentuali e le medie, con l’elenco dei punti di forza e delle debolezze. Non si sta trattando di risultati aziendali, ma di capacità di risposta ai bisogni essenziali di una comunità – prosegue l’assessore Bezzini – chi può ricorre sempre di più al privato, chi non può rinuncia a curarsi. Se continuiamo a fare denunce è perché niente cambia.”

Inoltre, occorre fare chiarezza sulle competenze e responsabilità.        

“Gli amministratori locali non hanno competenze dirette, non hanno competenze funzionali: le scelte le fa la direzione aziendale, non i sindaci. E il vero decisore politico è la Regione Toscana, che concentra le sue risorse nell’area nord e nei grandi centri, dove insistono i grandi bacini elettorali.
E Firenze continua a non rispondere alle nostre istanze  di confronto, così come la direzione aziendale alla quale abbiamo inviato numerose richieste, senza averne risposta. Ci sederemmo volentieri ai tavoli, se solo venissero convocati.  C’è un limite invalicabile ed è la tutela dei diritti primari, come partorire e, per gli operatori, lavorare in sicurezza. I due ospedali sono stati messi in rete per garantire gli standard minimi di necessari. Ma è evidente che così non è.  Chiediamo alla Regione e all’azienda certezze sui tempi e sugli investimenti promessi: è questa l’unica risposta accettabile.”