Comunicato stampa.
I 300 firmatari dell’Appello per il Lavoro e lo Sviluppo hanno preso una precisa posizione contro il ricorso presentato dal comune per il rigassificatore. La domanda sorge spontanea: chi sono costoro ? Hanno forse un portavoce ? Dove lavorano ? Da dove provengono? Che legami hanno? Che orientamento politico hanno ?
Certamente non ci mettono la faccia come tutta la maggioranza che governa la città, che nonostante le difficoltà ha sempre avuto il coraggio di schierarsi a tutela e nell’interesse dei cittadini. Il numero 300 trae in inganno, di fatto, in quanto a coraggio, non sono paragonabili ai 300 della “Spigolatrice di Sapri”, tanto meno ai 300 Spartani che alle Termopili cercarono guidati da Leonida di fermare Serse.
Fin dalla prima uscita sulla stampa non si è saputo nulla di loro. Non partecipano alle assemblee pubbliche, neanche convocano le loro per far valere le proprie opinabili ma legittime ragioni. Parlano di MEMORANDUM e di compensazioni con quelle effimere certezze che hanno contraddistinto questo territorio per troppo tempo. Le tante firme sugli accordi programma, gli ADDENDUM, il miliardo di investimenti di Rebrab, ed i tanti milioni per le bonifiche, tutta aria fritta che è servita solo a renderci succubi di un sistema economico improntato sul ricatto occupazionale e sociale. Non solo non si è avverato nulla di nulla, ma i protagonisti sono sempre gli stessi: i presidenti della Regione Toscana. Prima Enrico Rossi ed ora Eugenio Giani.
Ebbene, la maggioranza che governa Piombino non è più disposta a farsi prendere in giro, sia che si tratti di avversari politici che di amici. Il dato reale è che vi è in essere un ricorso, perchè il progetto del rigassificatore è stato autorizzato con 129 prescrizioni delle quali molte pesanti in termini di sicurezza. Basta leggerle per capire. Questo territorio non può sempre sottostare ai ricatti, quel metodo che ha caratterizzato la politica degli ultimi 20 anni del 900 ed i primi 19 del 2000 i cittadini di Piombino non l’accettano più. E’ una questione culturale, ebbene che ciò sia chiaro, è finito il tempo in cui i danni venivano coperti con nuovi danni. Le promesse che qualcuno vuole far passare come opportunità per portare il rigassificatore a Piombino sono gli stessi espedienti del passato, che hanno bloccato un’intero comprensorio nella perenne attesa del nulla.
E’ opportuno sottolineare che, sia il governo Draghi, che il governo attuale, non hanno promesso un solo centesimo di compensazioni che non sia ciò che nel caso dovrebbe essere garantito dalla legge. Il MEMORANDUM è uscito dalla penna di Giani per far digerire il boccone avvelenato dell’autorizzazione da lui firmata, come è successo con tutte le inutili firme in calce dal 2013 ad oggi.
Se i non famosi 300, per non dire sconosciuti, vogliono continuare a credere alle novelle di Rossi e Giani, facciano pure, è certo che non possono impedire, tanto meno biasimare, migliaia di cittadini e le Istituzioni che li rappresentano di combattere con armi lecite e legali la loro sacrosanta battaglia. Non si capisce quale sia l’intento dei 300, in realta’ qualche dubbio si fa strada: “a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca”.
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