“Secondo il Camping CIG, lo stabilimento Jsw è da tanto tempo un malato in fase terminale”

Secondo il Camping CIG, lo stabilimento Jsw è da tanto tempo un malato in fase terminale. Anche le notizie ” positive” non cambiano il quadro di fondo. La commessa delle rotaie di Rfi non basterà certo a garantire una continuità nemmeno del solo Tpp. E poi intendono realizzarla con l’impianto in quelle condizioni? Da non credersi.Gli smantellamenti avvengono in modo quasi selvaggio suscitando  le giuste proteste di chi abita in prossimità della fabbrica.

Anche l’incontro tra sindacati e parlamentari del destra-centro e la richiesta di incontro al Mise sono stati caratterizzati da toni sindacali dimessi e arrendevoli, senza nemmeno accennare all’ingresso dello Stato nella proprietà di Jsw, come pure era stato ventilato: perchè ciò che vale per Taranto è tabù per Piombino? Entri lo Stato con RFI  con nuovi investimenti, per  produrre non solo rotaie ma utilizzando nuovi reparti capac, di costruire anche prodotti finiti per le ferrovie. Questo permetterebbe di realizzare ed ammodernare  con minori costi la rete ferroviaria Italiana e di creare uno stabilimento moderno ed ecompatibile. Se lasciamo lo stabilimento in mano a JSW, lo venderà a pezzi, abbandonerà la lavorazione dell’acciaio ed insieme ad altri investirà su attività altamente inquinanti ed a basso tasso di occupazione creando quindi altri esuberi.

Da aprile non si svolgono assemblee dei lavoratori, devono essere convocate subito per decidere le mobilitazioni necessarie per costringere il nuovo governo a convocare subito l’incontro al Mise e mettere fine alla farsa Jindal, con lo Stato che si riprende il controllo decisionale delle acciaierie, eventualmente con un altro privato affidabile. Fra l’altro, l’assemblea dei lavoratori dovrà servire finalmente anche a discutere del rigassificatore a Piombino. In questi mesi tutta l’italia ne ha discusso, meno che i lavoratori Jsw, nonostante che il rigassificatore comprometta l’utilizzo della darsena industriale,  per non parlare degli altri rischi. Per favore, almeno questa volta non abbocchiamo alla centesima narrazione felice della serie:”arrivano le compensazioni del rigassificatore, arriva Arvedi e giù soldi e lavoro per tutti…”.

Basta con le prese in giro, ci dicano quanti esuberi ci sono, come si ricollocano ( tutti?). Senza disdegnare uscite volontarie, prepensionamenti e così via. Al tavolo con il nuovo governo dobbiamo andarci non  a capo chino, ma con la fabbrica e la città insieme  in lotta: quindi subito assemblee e mobilitazioni. 

Coordinamento Art.1-Camping CIG