Fotoraccontando Piombino: “Come questo sole”

Rubrica di Gordiano Lupi e Riccardo Marchionni

In un paesaggio di glicini e lacrime, dove vino e passato fermentano, mentre si perdono tempo e tamerici, la giovinezza sopravvive al ricordo, evanescente come le pagine d’un sogno. Viale degli oleandri – ormai questo è il nome che gli ho dato – scopre un cielo sgombro di nubi e un mare sconvolto dal maestrale. Viviamo la nostra solita vita, nel tempo in cui ci è concesso di esistere – ed è meglio soffrire che non essere esistiti -, suonano persino le campane in questo borgo marinaro che fu di miscredenti.

Adesso, invece, non è dato sapere chi siano i suoi abitanti, dopo parentesi ascetiche e buddiste, forse si affidano a fascismi incipienti, razzismo dilagante, nuove barbarie. La mia sola certezza è che Piombino – la città che da tempo immemore conosco – è irrimediabilmente alle mie spalle, ricordo che svanisce nell’allegro frastuono d’un vagone ferroviario.

Scende nel mare il sole ed è il sole della mia vita. Ricordo d’un sogno lontano che scompare stemperandosi tra nubi e acqua nel lontano confine d’un orizzonte. Scende nel mare il sole ed è il sole compagno del tempo, nei giorni perduti nel vuoto d’un passato avvenire. E il nostro futuro è già passato, senza lasciare traccia, proprio come questo sole.

Gordiano Lupi