Interessante il Memorandum che accompagnerà la firma all’impianto per la nave rigassificatore, 706 milioni
di euro, al netto dello sconto in bolletta, peccato che il territorio non ha partecipato alla sua stesura.
L’indifferibilità e urgenza dell’opera rigassificatore da parte del Governo, che per legge ha poteri diretti
sulle questioni energetiche, doveva indurre maggiore prudenza da parte dell’amministrazione di Piombino
nella gestione di questa vicenda.
Dovevano pensare a tutti i cittadini, non farsi influenzare dai soliti comitati, molti di questi sono le stesse persone che hanno fallito con Rimateria, aggravando ulteriormente la situazione ambientale di Colmata e oggi, la storia si ripete. Il sindaco aveva tutti gli strumenti per capire quando passare dalla battaglia al momento delle compensazioni, noi lo dicemmo subito, questo sarebbe stato senso istituzionale, qualcosa che sta sopra le piazze, che sono una legittima opinione ma non necessariamente la soluzione. Tutta questa vicenda ha sempre avuto il sapore della propaganda, più che la vera ricerca di risposte per una comunità che le invocava da tempo. Propaganda pagata dai cittadini, attraverso consulenze e ricorsi, come l’ultimo al Tar, sapendo che la media durata è di due anni e valutando il paradosso che un organismo statale possa ritenere di bloccare un’opera dello Stato autorizzata da enti statali.
In tal proposito vogliamo ricordare che proprio in questi casi, gli strumenti istruttori forniti dalla
Stato al Comune di Piombino da utilizzare sarebbero stati Arpat e Usl e alle valutazioni tecnico-discrezionali
espresse da questi organi pubblici, preposti alla tutela igienico-sanitaria e ambientale, non possono essere
sovrapposte valutazioni peritali di segno contrario. Ferrari ha fallito su Rimateria e sul Rigassificatore, così
come hanno fallito i comitati e la politica locale di maggioranza e di opposizione che, nelle migliori delle
ipotesi, hanno lisciato la pancia della piazza.
La città ha perso e ora, se non ci si mette subito a incolonnare tempi e modalità di attuazione del memorandum rischiamo di andare molto lunghi. S’Impongono interventi di urgenza, servirebbe un commissario ad acta per l’attuazione del memorandum, oltre al tavolo di regia, dove prima o poi, qualcuno dovrà sedersi.
Riccardo Gelichi portavoce Ascolta Piombino

