PIOMBINO – In questi ultimi giorni dopo il Sindaco di Piombino anche il Presidente della Regione Toscana ha aperto alla possibilità della proroga per la permanenza del rigassificatore nel nostro porto: vuole parlare delle compensazioni!
Nessuna compensazione potrà ripianare il danno economico, ambientale ed il pericolo rappresentato nel nostro porto dal rigassificatore. Il rigassificatore è stato portato qui da Draghi e confermato da Meloni. Giani è stato il fedele ed efficiente esecutore della volontà di entrambi.
Abbiamo invitato il Sindaco ad essere coerente e fare pressione verso il suo governo annunciando la volontà di dimettersi nel momento in cui Meloni accettasse la proroga, oggi rivolgiamo a Giani l’invito a dimettersi immediatamente da Commissario per non portare avanti le procedure necessarie ad ottenere la proroga!
Comunque se a Piombino il rigassificatore lo ha messo Giani ben sapendo che dopo era difficilissimo toglierlo, oggi la responsabilità della sua permanenza è tutta di Meloni e della destra. Non è assolutamente vero che non si può spostare, nelle stesse carte SNAM è previsto un fermo di circa un anno per l’eventuale trasferimento ed il rifacimento della conduttura del metano fino a Livorno era stato programmato prima della vicenda rigassificatore a Piombino.
Non ci sono scuse se il Governo vuole può spostarlo. Per noi poi andrebbero eliminate le fonti fossili per puntare sulle rinnovabili. Piombino come tante altre volte si trova a subire quello che altri hanno scelto non nel nostro interesse e nemmeno di quello dell’Italia. Il nostro porto oltre ad ospitare il rigassificatore che ne blocca lo sviluppo diviene punto di riferimento per il traffico di armi che alimentano le guerre.
Dobbiamo reagire e batterci per un progetto di rilancio che nasca dalle nostre esigenze e non dalle imposizioni di chi ci considera meno che nulla. Vogliamo tornare a produrre acciaio ecocompatibile ma non per fabbricare armi.
Coordinamento Art.1-Camping CIG

