Oasi WWF Orti-Bottagone: i problemi idrici di questi giorni

Nei giorni scorsi sono apparsi post sui social e abbiamo avuto varie richieste di chiarimento sulla situazione di sofferenza idrica in cui versava la riserva di Orti-Bottagone.

Situazione di anossia da due settimane

La situazione di anossia si protraeva da circa due settimane e ha portato alla moria di buona parte della fauna ittica presente, tra cui migliaia di avannotti di muggini e spigole, oltre al preziosissimo nono, pesciolino tipico delle paludi e lagune e specie protetta. Mentre per la palude del Bottagone il prosciugamento estivo rientra nella normalità, essendo alimentata principalmente dall’acqua piovana, per la palude degli Orti è stato un evento eccezionale.

Foce del fosso Cosimo ostruita dalla sabbia

Tutto ciò si è verificato perché la foce del Fosso Cosimo è rimasta ostruita dalla sabbia per vari mesi.
La palude degli Orti, infatti, è collegata con il Fosso Cosimo tramite un’apertura che regola l’ingresso e l’uscita dell’acqua con l’ausilio di una cataratta.
La mancanza della risalita dell’acqua di mare ha impedito il normale ingresso e uscita dell’acqua e del pesce che dal mare arriva in palude e viceversa, comportando, a causa delle alte temperature, il prosciugamento della palude con conseguente cattivo odore dovuto alla progressiva moria di pesci.

Il sollecito agli enti preposti

L’apertura della foce del Fosso Cosimo non è, purtroppo, competenza dell’Oasi e Riserva Naturale Regionale: abbiamo quindi prontamente e ripetutamente sollecitato gli enti preposti ma, a causa di problemi di carattere burocratico, al momento questo intervento può essere fatto soltanto in caso di emergenza di rischio idraulico.

Chiusura forzata alle visite guidate

Siamo quindi stati costretti a chiudere l’Oasi alle visite guidate per alcuni giorni e solo grazie alla notevole pioggia dei giorni scorsi, la situazione idrica è tornata accettabile e l’avifauna è tornata a frequentare la palude. In questa occasione è stata riaperta anche la foce del Fosso Cosimo da parte del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa al fine di evitare problemi di allagamenti al di fuori della Riserva.

La storia dell’Oasi

Da ricordare che la palude di Orti-Bottagone fu salvata grazie ad una battaglia fatta dal WWF negli anni ’80 per poi diventare Oasi nel 1991. Questa fu la prima tutela, ma poi nel corso degli anni divenne Riserva Naturale Provinciale, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale, poi Riserva Naturale Regionale e da pochi giorni, abbiamo avuto l’onore del riconoscimento a zona Ramsar, cioè zona umida di importanza internazionale, con rilascio della certificazione alla COP15 in Zimbabwe dal Segretario Generale della Convenzione Musonda Mumba all’ambasciatore italiano Malnati. Nonostante tutte queste tutele, la burocrazia sta creando un grosso problema all’ecosistema della Riserva.

La gestione al Centro Guide Costa Etrusca

Si ricorda che la gestione operativa dell’Oasi di Orti-Bottagone dall’agosto del 2013 è affidata dal WWF al Centro Guide Costa Etrusca, associazione di guide ambientali e turistiche che ha sede a Piombino.

L’associazione Centro Guide Costa Etrusca non ha personale dipendente. Una parte della quota dei biglietti di ingresso va al servizio di accompagnamento guidato e l’altra contribuisce alle spese per la gestione della Riserva, ad integrazione dei finanziamenti annuali a progetto messi a disposizione dalla Regione Toscana per la manutenzione e il miglioramento della Riserva. Questo per far capire che ogni volta che l’Oasi resta chiusa per cause di forza maggiore (vedi l’alluvione dell’ottobre 2024 che ci ha costretti ad una chiusura di ben 4 mesi con grossi danni ai camminamenti) o per la mancanza di acqua, questo rappresenta in primis un grave danno economico per l’Oasi stessa.

Furti di tavole ed attrezzature varie


Come lo sono furti di tavole e attrezzature varie, come è successo alcuni giorni fa e negli anni passati: forse qualcuno pensa di fare uno sgarbo al WWF, invece li sottraggono a chi gestisce la riserva con molti sacrifici ma per il beneficio dell’intero territorio.

L’Oasi è molto apprezzata dai visitatori e soprattutto negli ultimi anni stanno aumentando i fotografi naturalisti e i birdwatcher, non solo italiani, ma anche stranieri, divenendo una meta scelta del nostro territorio. Ci auguriamo quindi, essendo un’area importante dal punto di vista naturalistico e turistico, che venga apprezzata di più anche a livello locale e che venga apprezzato maggiormente lo sforzo di chi cerca di gestirla facendo doverosamente rispettare tutte le leggi di tutela vigenti.

Per il Centro Guide Costa Etrusca

Silvia Ghignoli